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Perché il tuo sito web non porta clienti (e come sistemarlo davvero)

Perché il tuo sito web non porta clienti (e come sistemarlo davvero)

Perché il tuo sito web non porta clienti (e cosa fare per cambiare rotta)

Un sito web professionale oggi non basta più: deve portare contatti, richieste, vendite.
Se il tuo sito è online da anni ma nessuno ti scrive, non è sfortuna: è un problema di strategia.

In questa guida vediamo perché molti siti non funzionano e come intervenire in modo pratico, lavorando su tre leve chiave che una web agency dovrebbe presidiare davvero: UX, SEO e contenuti (anche con l’AI).


Cosa troverai in questa guida

  • Perché un sito “bello” ma generico non funziona più.
  • Gli errori più comuni che bloccano un sito web professionale che porta clienti.
  • Un metodo operativo in 4 passi per trasformare il sito in uno strumento che genera contatti.
  • Come una web agency può aiutarti (e come capire se quella che hai scelto è quella giusta).

Il vero problema: il sito parla di te, ma non risponde alle domande dei clienti

Per anni si è parlato di “vetrina online”. Oggi il quadro è cambiato:

  • le persone cercano soluzioni specifiche, non slogan;
  • Google e le nuove risposte AI preferiscono contenuti chiari, strutturati e utili;
  • i siti che funzionano sono quelli che entrano subito nel problema del cliente e lo accompagnano verso l’azione.

Se la tua home page inizia con qualcosa tipo:

“Benvenuti sul nostro sito. Da oltre 20 anni offriamo servizi di qualità…”

stai sprecando le prime righe più importanti per le parole chiave e per l’attenzione dell’utente.

Le parole testa – quelle che rappresentano la tua offerta (es. “creazione siti web”, “sito web professionale”, “web agency per piccole imprese”) – devono comparire subito, dentro una promessa concreta.


Un sito “carino” ma che non funziona: 4 errori ricorrenti

1. Nessuna proposta chiara sopra la linea di galleggiamento

Arrivo sul sito e vedo:

  • un’immagine stock generica;
  • un titolo vago (“Soluzioni digitali a 360 gradi”);
  • nessun riferimento chiaro a chi aiuti e su quale problema specifico.

In pratica, non capisco se sono nel posto giusto.

Come correggerlo

  • Titolo diretto:
    “Creazione siti web professionali per piccole imprese e freelance”
  • Sottotitolo che chiude il cerchio:
    “Ti aiutiamo a trasformare il tuo sito da vetrina ferma a canale costante di nuovi contatti.”

Qui hai già inserito “creazione siti web”, “siti web professionali”, “nuovi contatti”: ottimo per SEO e chiarezza.


2. Testi scritti per l’azienda, non per l’utente

Molte pagine servizio sono un mix di:

  • elenco di servizi,
  • tecnicismi,
  • autocelebrazione.

Manca quasi sempre:

  • “per chi è” il servizio,
  • “che problema risolve”,
  • “cosa succede dopo che ti contatto”.

Il risultato: il visitatore non si riconosce.

Schema operativo per ogni pagina servizio

  1. Attacco: problema del cliente

    “Il tuo sito non compare su Google per le ricerche locali della tua città?”

  2. Soluzione: cosa fai in concreto
    Audit, ottimizzazione tecnica, scheda Google Business, contenuti, ecc.

  3. Prova: un caso reale, numeri, o almeno un prima/dopo.

  4. Invito all’azione:
    “Richiedi un’analisi gratuita del tuo sito.”


3. SEO pensata solo come “infilare keyword”

Le parole chiave sono importanti, ma senza struttura restano rumore.
I motori di ricerca (e gli utenti) cercano:

  • pagine con un tema chiaro (es. “sito web professionale per artigiani”),
  • titoli parlanti: H2 e H3 che spiegano il contenuto,
  • risposte dirette alle domande (“quanto costa”, “in quanto tempo”, “cosa è incluso”).

Se l’unica attenzione alla SEO è stata “aggiungere qualche parola nel testo”, il risultato è un contenuto né leggibile né competitivo.


4. Nessun tracciamento, nessun test, nessuna ottimizzazione

Molti siti vengono pubblicati e poi abbandonati:

  • niente analytics configurati correttamente,
  • nessuna misurazione dei contatti reali,
  • nessun A/B test su titoli, call to action, form.

Senza misure, il sito resta una spesa fissa, non un investimento che puoi migliorare.


Metodo in 4 passi per avere un sito web professionale che porta clienti

Questa può essere la base di lavoro con una web agency (la tua o quella che sceglierai).

Passo 1 – Analisi: capire dove perde il sito

Qui serve un check serio, non un’occhiata veloce.

Da analizzare:

  1. Messaggio

    • L’utente capisce in 5 secondi cosa fai, per chi, con quale beneficio?
    • Le parole chiave principali compaiono subito oppure sono sepolte?
  2. UX e struttura

    • Navigazione chiara? Menu ridotto all’essenziale?
    • La pagina Chi siamo sostiene la credibilità, o è solo un curriculum infinito?
  3. SEO tecnica e contenuti

    • Titoli, meta description, URL parlanti, struttura H1–H2–H3.
    • Pagine pensate sugli intenti di ricerca (informazione, confronto, contatto).
  4. Dati

    • Quali pagine ricevono più visite?
    • Da dove arrivano (organico, social, campagne)?
    • Quali pagine generano contatti e quali no?

Passo 2 – Ripensare la homepage come una landing

La home non è un indice: è la tua pagina più importante.

Dovrebbe:

  1. Aprire con una promessa chiara (problema + soluzione + target).
  2. Mostrare in sintesi i 3 servizi principali con titoli orientati al beneficio:
    • “Realizzazione siti web professionali”
    • “SEO e posizionamento su Google”
    • “Strategie contenuti e email marketing”
  3. Inserire prove di fiducia: recensioni, casi studio, loghi clienti.
  4. Chiudere con una call to action unica:
    “Prenota una consulenza gratuita di 20 minuti” oppure “Richiedi un’analisi del tuo sito”.

Ogni blocco dovrebbe rispondere a una domanda implicita dell’utente:

  • “Possono aiutarmi?”
  • “Hanno già lavorato con aziende come la mia?”
  • “Quanto è complesso iniziare?”

Passo 3 – Pagine servizio scritte per il web, non per la brochure

Invece di un testo unico, pesante, struttura così ogni servizio della tua web agency:

  1. Attacco con domanda

    “Hai un sito web ma non ti porta richieste di preventivo?”

    Probabilmente il problema non è il tuo prodotto, ma come lo racconti online.

  2. Diagnosi veloce (bullet):

    • il sito è lento su mobile;
    • i testi non parlano il linguaggio dei tuoi clienti;
    • Google non capisce per quali ricerche deve mostrarti.
  3. Cosa facciamo nel concreto (processo in 3–4 step):

    • Analisi iniziale (UX, SEO, performance);
    • Piano di intervento (priorità, tempi, costi);
    • Implementazione (testi, design, ottimizzazioni tecniche);
    • Monitoraggio e aggiustamenti.
  4. Risultato atteso

    “Obiettivo: aumentare le richieste di contatto qualificato in 3–6 mesi.”

  5. FAQ brevi e mirate

    • Quanto tempo serve per vedere i risultati?
    • Possiamo lavorare su un sito già esistente?
    • Serve per forza rifare tutto da zero?

Passo 4 – Usare l’AI in modo intelligente (non per riempire il sito di testi generici)

L’intelligenza artificiale può aiutarti, ma non sostituisce la strategia.

Usi intelligenti dell’AI per un sito web professionale:

  • ricerca e organizzazione delle domande reali dei clienti;
  • riscrittura di testi tecnici in lingua semplice;
  • generazione di varianti di titoli e call to action da testare;
  • idee per articoli del blog che rispondano davvero alle ricerche.

Cosa evitare:

  • generare pagine intere di testo “riempitivo” senza controllo umano;
  • duplicare lo stesso schema su decine di pagine cambiando solo qualche parola.

Google (e le persone) riconoscono in fretta i contenuti vuoti.


Come scegliere la web agency giusta (anche se non sei tecnico)

Qualche domanda concreta da fare a una web agency, prima di affidarle il tuo sito:

  1. Come misureremo il successo del sito?
    Se la risposta è solo “più visite”, manca un pezzo: servono contatti, richieste, vendite.

  2. Chi scrive i testi?
    Se nessuno parla di copywriting per il web, rischi un sito graficamente curato ma muto.

  3. Lavorate anche su UX e SEO, non solo sul design?
    Le tre cose vanno tenute insieme: interfaccia, contenuti, motori di ricerca.

  4. Cosa succede dopo il lancio?
    Serve almeno un piano minimo di monitoraggio e aggiustamenti nei primi mesi.

Se da queste risposte capisci che il focus è solo “rifarti il sito”, senza parlare di strategia e contenuti, valuta bene.


Conclusione: il sito non è un progetto, è un sistema

Un sito web professionale che porta clienti:

  • nasce da una promessa chiara al cliente;
  • parla la sua lingua, non il gergo interno;
  • è costruito per essere trovato dai motori di ricerca;
  • viene misurato, testato e migliorato nel tempo.

Se oggi il tuo sito non porta clienti, non è da buttare: è da ripensare con un metodo che tenga insieme UX, SEO e copywriting.

Domanda per iniziare:
“Se oggi un potenziale cliente mi cerca su Google, trova un sito che risponde alle sue domande… o un sito che parla solo di me?”

Da lì puoi ridisegnare tutto il resto.

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