· Luca Sanna

Landing page che porta contatti: struttura, esempi e checklist (WhatsApp + form)

Landing page che porta contatti: struttura, esempi e checklist (WhatsApp + form)

Perché il tuo sito web non porta clienti (e cosa fare per cambiare rotta)

Un sito web professionale oggi non basta più: deve portare contatti, richieste, vendite.
Se il tuo sito è online da anni ma nessuno ti scrive, non è sfortuna: è un problema di strategia.

In questa guida vediamo perché molti siti non funzionano e come intervenire in modo pratico, lavorando su tre leve chiave che una web agency dovrebbe presidiare davvero: UX, SEO e contenuti (anche con l’AI).


Cosa troverai in questa guida

  • Perché un sito “bello” ma generico non funziona più.
  • Gli errori più comuni che bloccano un sito web professionale che porta clienti.
  • Un metodo operativo in 4 passi per trasformare il sito in uno strumento che genera contatti.
  • Come una web agency può aiutarti (e come capire se quella che hai scelto è quella giusta).

Il vero problema: il sito parla di te, ma non risponde alle domande dei clienti

Per anni si è parlato di “vetrina online”. Oggi il quadro è cambiato:

  • le persone cercano soluzioni specifiche, non slogan;
  • Google e le nuove risposte AI preferiscono contenuti chiari, strutturati e utili;
  • i siti che funzionano sono quelli che entrano subito nel problema del cliente e lo accompagnano verso l’azione.

Se la tua home page inizia con qualcosa tipo:

“Benvenuti sul nostro sito. Da oltre 20 anni offriamo servizi di qualità…”

stai sprecando le prime righe più importanti per le parole chiave e per l’attenzione dell’utente.

Le parole testa – quelle che rappresentano la tua offerta (es. “creazione siti web”, “sito web professionale”, “web agency per piccole imprese”) – devono comparire subito, dentro una promessa concreta.


Un sito “carino” ma che non funziona: 4 errori ricorrenti

1. Nessuna proposta chiara sopra la linea di galleggiamento

Arrivo sul sito e vedo:

  • un’immagine stock generica;
  • un titolo vago (“Soluzioni digitali a 360 gradi”);
  • nessun riferimento chiaro a chi aiuti e su quale problema specifico.

In pratica, non capisco se sono nel posto giusto.

Come correggerlo

  • Titolo diretto:
    “Creazione siti web professionali per piccole imprese e freelance”
  • Sottotitolo che chiude il cerchio:
    “Ti aiutiamo a trasformare il tuo sito da vetrina ferma a canale costante di nuovi contatti.”

Qui hai già inserito “creazione siti web”, “siti web professionali”, “nuovi contatti”: ottimo per SEO e chiarezza.


2. Testi scritti per l’azienda, non per l’utente

Molte pagine servizio sono un mix di:

  • elenco di servizi,
  • tecnicismi,
  • autocelebrazione.

Manca quasi sempre:

  • “per chi è” il servizio,
  • “che problema risolve”,
  • “cosa succede dopo che ti contatto”.

Il risultato: il visitatore non si riconosce.

Schema operativo per ogni pagina servizio

  1. Attacco: problema del cliente

    “Il tuo sito non compare su Google per le ricerche locali della tua città?”

  2. Soluzione: cosa fai in concreto
    Audit, ottimizzazione tecnica, scheda Google Business, contenuti, ecc.

  3. Prova: un caso reale, numeri, o almeno un prima/dopo.

  4. Invito all’azione:
    “Richiedi un’analisi gratuita del tuo sito.”


3. SEO pensata solo come “infilare keyword”

Le parole chiave sono importanti, ma senza struttura restano rumore.
I motori di ricerca (e gli utenti) cercano:

  • pagine con un tema chiaro (es. “sito web professionale per artigiani”),
  • titoli parlanti: H2 e H3 che spiegano il contenuto,
  • risposte dirette alle domande (“quanto costa”, “in quanto tempo”, “cosa è incluso”).

Se l’unica attenzione alla SEO è stata “aggiungere qualche parola nel testo”, il risultato è un contenuto né leggibile né competitivo.


4. Nessun tracciamento, nessun test, nessuna ottimizzazione

Molti siti vengono pubblicati e poi abbandonati:

  • niente analytics configurati correttamente,
  • nessuna misurazione dei contatti reali,
  • nessun A/B test su titoli, call to action, form.

Senza misure, il sito resta una spesa fissa, non un investimento che puoi migliorare.


Metodo in 4 passi per avere un sito web professionale che porta clienti

Questa può essere la base di lavoro con una web agency (la tua o quella che sceglierai).

Passo 1 – Analisi: capire dove perde il sito

Qui serve un check serio, non un’occhiata veloce.

Da analizzare:

  1. Messaggio

    • L’utente capisce in 5 secondi cosa fai, per chi, con quale beneficio?
    • Le parole chiave principali compaiono subito oppure sono sepolte?
  2. UX e struttura

    • Navigazione chiara? Menu ridotto all’essenziale?
    • La pagina Chi siamo sostiene la credibilità, o è solo un curriculum infinito?
  3. SEO tecnica e contenuti

    • Titoli, meta description, URL parlanti, struttura H1–H2–H3.
    • Pagine pensate sugli intenti di ricerca (informazione, confronto, contatto).
  4. Dati

    • Quali pagine ricevono più visite?
    • Da dove arrivano (organico, social, campagne)?
    • Quali pagine generano contatti e quali no?

Passo 2 – Ripensare la homepage come una landing

La home non è un indice: è la tua pagina più importante.

Dovrebbe:

  1. Aprire con una promessa chiara (problema + soluzione + target).
  2. Mostrare in sintesi i 3 servizi principali con titoli orientati al beneficio:
    • “Realizzazione siti web professionali”
    • “SEO e posizionamento su Google”
    • “Strategie contenuti e email marketing”
  3. Inserire prove di fiducia: recensioni, casi studio, loghi clienti.
  4. Chiudere con una call to action unica:
    “Prenota una consulenza gratuita di 20 minuti” oppure “Richiedi un’analisi del tuo sito”.

Ogni blocco dovrebbe rispondere a una domanda implicita dell’utente:

  • “Possono aiutarmi?”
  • “Hanno già lavorato con aziende come la mia?”
  • “Quanto è complesso iniziare?”

Passo 3 – Pagine servizio scritte per il web, non per la brochure

Invece di un testo unico, pesante, struttura così ogni servizio della tua web agency:

  1. Attacco con domanda

    “Hai un sito web ma non ti porta richieste di preventivo?”

    Probabilmente il problema non è il tuo prodotto, ma come lo racconti online.

  2. Diagnosi veloce (bullet):

    • il sito è lento su mobile;
    • i testi non parlano il linguaggio dei tuoi clienti;
    • Google non capisce per quali ricerche deve mostrarti.
  3. Cosa facciamo nel concreto (processo in 3–4 step):

    • Analisi iniziale (UX, SEO, performance);
    • Piano di intervento (priorità, tempi, costi);
    • Implementazione (testi, design, ottimizzazioni tecniche);
    • Monitoraggio e aggiustamenti.
  4. Risultato atteso

    “Obiettivo: aumentare le richieste di contatto qualificato in 3–6 mesi.”

  5. FAQ brevi e mirate

    • Quanto tempo serve per vedere i risultati?
    • Possiamo lavorare su un sito già esistente?
    • Serve per forza rifare tutto da zero?

Passo 4 – Usare l’AI in modo intelligente (non per riempire il sito di testi generici)

L’intelligenza artificiale può aiutarti, ma non sostituisce la strategia.

Usi intelligenti dell’AI per un sito web professionale:

  • ricerca e organizzazione delle domande reali dei clienti;
  • riscrittura di testi tecnici in lingua semplice;
  • generazione di varianti di titoli e call to action da testare;
  • idee per articoli del blog che rispondano davvero alle ricerche.

Cosa evitare:

  • generare pagine intere di testo “riempitivo” senza controllo umano;
  • duplicare lo stesso schema su decine di pagine cambiando solo qualche parola.

Google (e le persone) riconoscono in fretta i contenuti vuoti.


Come scegliere la web agency giusta (anche se non sei tecnico)

Qualche domanda concreta da fare a una web agency, prima di affidarle il tuo sito:

  1. Come misureremo il successo del sito?
    Se la risposta è solo “più visite”, manca un pezzo: servono contatti, richieste, vendite.

  2. Chi scrive i testi?
    Se nessuno parla di copywriting per il web, rischi un sito graficamente curato ma muto.

  3. Lavorate anche su UX e SEO, non solo sul design?
    Le tre cose vanno tenute insieme: interfaccia, contenuti, motori di ricerca.

  4. Cosa succede dopo il lancio?
    Serve almeno un piano minimo di monitoraggio e aggiustamenti nei primi mesi.

Se da queste risposte capisci che il focus è solo “rifarti il sito”, senza parlare di strategia e contenuti, valuta bene.


Conclusione: il sito non è un progetto, è un sistema

Un sito web professionale che porta clienti:

  • nasce da una promessa chiara al cliente;
  • parla la sua lingua, non il gergo interno;
  • è costruito per essere trovato dai motori di ricerca;
  • viene misurato, testato e migliorato nel tempo.

Se oggi il tuo sito non porta clienti, non è da buttare: è da ripensare con un metodo che tenga insieme UX, SEO e copywriting.

Domanda per iniziare:
“Se oggi un potenziale cliente mi cerca su Google, trova un sito che risponde alle sue domande… o un sito che parla solo di me?”

Da lì puoi ridisegnare tutto il resto.

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